Certificazioni


Controllo funzionale e certificazione per irroratrici più sostenibili

Controllo funzionale obbligatorio entro il 2016, secondo quanto previsto dalla direttiva sull’uso sostenibile, e certificazione volontaria da parte del costruttore sono gli strumenti per garantire maggiore rispetto ambientale delle macchine irroratrici

Roberto Limongelli
Enama, Roma
Informatore Agrario ott. 2011

L’entrata in vigore delle direttive 2009/127/Ce e 2009/128/Ce pongono inequivocabilmente in primo piano l’ambiente come elemento da tutelare durante la fase di distribuzione degli agrofarmaci.

Come noto, infatti, mentre la 2009/127/ Ce, emendamento alla direttiva macchine (2006/42/Ce), include i requisiti essenziali di protezione dell’ambiente applicabili alla progettazione e alla costruzione di nuove macchine per la distribuzione di agrofarmaci, la 2009/128/Ce prevede una serie di prescrizioni atte a ridurre i rischi e gli impatti sulla salute umana e sull’ambiente legati all’uso degli agrofarmaci.

Le ragioni di un maggiore interesse nei confronti dell’ambiente da parte della Comunità europea in tale contesto è dovuta a diversi fattori:
- rischio diretto per l’operatore, soprattutto durante la preparazione e la distribuzione del prodotto;
- inquinamento diffuso da deriva e inquinamento puntiforme, soprattutto durante la preparazione, il lavaggio o in presenza di perdite per gocciolamento degli ugelli o cattiva tenuta dei raccordi e rotture delle tubazioni;
- residui sugli alimenti, ecc.

Appare evidente come queste nuove disposizioni impongano delle azioni più incisive nel valutare la funzionalità e l’uso delle macchine irroratrici. Il controllo funzionale delle irroratrici a livello europeo il gruppo di lavoro Spise (Standardized procedure for the inspection of sprayers in Europe) si sta adoperando per la standardizzazione delle procedure di controllo funzionale delle irroratrici in uso secondo i disposti della 2009/128/Ce (il quarto workshop si terrà a marzo 2012).

Le indicazioni del gruppo di lavoro Spise forniscono utili strumenti per i tavoli di lavoro atti a definire i Piani di azione nazionale che gli Stati membri sono tenuti a trasmettere alla Commissione europea entro il 14 dicembre 2012.

Per quanto concerne l’Italia, si stima che il parco macchine da sottoporre a controllo obbligatorio entro il 2016, secondo quanto previsto dalla direttiva, sia di oltre 600.000 unità. La competenza nella gestione dei controlli sul territorio è delle singole Regioni e Province autonome, che dovranno adoperarsi per adeguare il proprio sistema di controlli in funzione del numero di irroratrici da ispezionare.

In tale contesto, già dagli inizi del 2005 Enama (Ente nazionale per la meccanizzazione agricola) su progetto del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali ha coordinato (con il supporto tecnico-scientifico del Deiafa dell’Università di Torino) un gruppo di lavoro interregionale per la definizione dei parametri necessari alla gestione di tutte le fasi del servizio.

L’attività di armonizzazione ha sempre tenuto in considerazione le indicazioni della direttiva e del gruppo Spise, oltre alle norme tecniche di riferimento. In dettaglio, per la definizione dei requisiti e metodi di verifica per il controllo delle irroratrici rispettivamente per colture erbacee e arboree, sono state seguite le UNI EN 13790 - 1 e 2, norme attualmente in fase di revisione (verranno sostituite dalle ISO 16122 - 2 e 3). Il gruppo di lavoro interregionale è attualmente attivo proprio per definire ulteriori dettagli del servizio e per seguire l’evoluzione delle norme e dei Piani di azione nazionale.

I documenti prodotti, adottati dalla maggior parte delle Regioni e inseriti nelle apposite delibere, sono scaricabili dal sito Enama (www.enama.it).

Il gruppo di lavoro ha realizzato un database, anch’esso scaricabile dal sito Enama, dei centri abilitati e dei tecnici, in continuo aggiornamento, già previsto dalla prima stesura di Piani di azione nazionale. Un applicativo informatico è stato messo a disposizione dei centri che necessitavano di uno strumento per la registrazione delle varie fasi del controllo (dalla registrazione dei dati del committente alla stesura dell’attestato di avvenuto controllo).

Al fine di fornire un supporto alle Regioni, nell’ambito del progetto sono stati realizzati alcuni corsi di formazione specifici per i tecnici regionali (corso base) e per i loro formatori (corso avanzato). Un secondo applicativo informatico è stato predisposto per raccogliere i risultati dei controlli delle diverse Regioni in una banca dati centrale.

È importante sottolineare che il gruppo di lavoro interregionale coordinato dall’Enama ha stabilito i criteri per il mutuo riconoscimento dell’attività svolta dai diversi centri prova operanti sul territorio nazionale: un attestato di controllo rilasciato da una Regione sarà così accettato anche dalle altre, elemento importante per chi opera, ad esempio, su Regioni confinanti.

Ciò è in linea con le indicazioni della direttiva, che prevede un mutuo riconoscimento dei risultati dei controlli tra gli Stati membri. Che cos’è la certificazione Analizzando invece l’attività di certificazione delle macchine per i trattamenti, a livello europeo vige un mutuo riconoscimento dei rapporti di prova predisposti dai membri Entam (European network for testing of agricultural machines) secondo metodologie di prova condivise: un apposito team di esperti delle stazioni di prova effettua un controllo della congruità dei rapporti tradotti in inglese e, in caso favorevole, ne permette la divulgazione con logo Entam e con quello dei membri aderenti che rilasciano anche un proprio numero di riconoscimento. I rapporti di prova riconosciuti, sono inseriti nel sito Entam (www.entam.net). Ciò dà la possibilità agli utilizzatori di poter confrontare tra loro le caratteristiche delle diverse macchine grazie al fatto che, oltre a impiegare una metodologia condivisa, i centri prova effettuano le prove con strumentazioni di laboratorio che permettono di conseguenza la confrontabilità dei risultati.

La struttura di riferimento per l’Entam in Italia è l’Enama che ne è anche socio fondatore. Il centro prove Enama per valutare la funzionalità delle macchine irroratrici è il Deiafa dell’Università di Torino; il responsabile Deiafa per l’attività di certificazione è Paolo Balsari. La metodologia di prova condivisa prevede anche l’effettuazione di una serie di controlli funzionali che garantiscono il rispetto ambientale, in linea con quanto previsto dalla direttiva 2009/127/Ce.

Le macchine irroratrici certificate Enama a oggi sono più di 500 e rappresentano più del 50% della totalità di macchine sottoposte a certificazione, considerando tutte le diverse tipologie.

Oltre alle prove funzionali, tutte le macchine oggetto di certificazione Enama vengono sottoposte a verifica di sicurezza secondo lo schema VS Enama oggetto di accreditamento: Enama è infatti un organismo di certificazione accreditato Accredia, l’ente italiano di accreditamento, l’unico organismo nazionale autorizzato dallo Stato a svolgere tale attività.

Lo schema VS Enama, valore aggiunto per le macchine già marcate Ce, offre maggiore tutela dell’intera filiera del rispetto delle norme di sicurezza. Anche i componenti delle macchine irroratrici (serbatoi, pompe, premiscelatori, flussimetri, ugelli, ecc.) possono essere certificati e ricevono il marchio «componente certificato Enama». L’elenco completo delle macchine certificate Enama e dei componenti è scaricabile dal sito Enama. Dal sito si possono scaricare i certificati emessi, nonché i test report Entam.